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Le stampanti inkjet e le stampe a getto d'inchiostro

Diffusione delle stampanti inkjet

Introduzione
Le stampanti a getto d'inchiostro, comunemente chiamate periferiche inkjet, furono introdotte sul mercato negli anni 80, ma solo in questi ultimi anni sono state in grado di acquisire fette di mercato sempre più ampie regalando all'utente stampe a colori di elevata qualità. I fattori che maggiormente ne hanno favorito la diffusione sono stati:
- possibilità di effettuare stampe a colori;
- periferiche economiche sul mercato e di facile reperibilità;
- processi di stampa silenziosi e veloci.
E' molto importante precisare che, sia le stampanti inkjet che quelle a laser, non appartengono alla categoria "ad impatto": esse infatti non interagiscono meccanicamente con il foglio di carta durante la stampa, ma si limitano solamente ad imprimere stampe di qualità, semplicemente versando gocce d'inchiostro sulla superficie cartacea.

 

Ostacoli alla diffusione
I fattori che ne frenano la diffusione, soprattutto negli ultimi anni, sono principalmente:
- elevato costo dei materiali di consumo equindi del costo per pagina - lentezza e bassi carichi di lavoro supportati;
- problemi legati alla manutenzione (in particolare all'usura delle testine di stampa) dovuti a periodi più o meno lunghi di non utilizzo della stampante parzialmente risolti con il miglioramento degli inchiostri, delle stesse testine di stampa e con l'uso di dispositivi di parcheggio e pulitura.

 

Categorie di stampanti a getto d'inchiostro
A seconda del numero di colori gestiti dalla stampante possiamo parlare e distinguere stampanti monocromatiche (solo bianco e nero), a colori in tricromia, in quadricromia, e così via... siamo arrivati addirittura a nove cartucce!
Naturalmente anche la possibilità di gestire vari formati di stampa (A3, A4, A5, .....) categorizza le stampanti inkjet, ma non solo! Quello che più interessa al cliente è sicuramente la velocità di stampa e la qualità di stampa, ed è proprio quì che bisogna capire il significato di queste due strane parole, qualità e velocità

 
 
 
Qualità e velocità delle stampanti inkjet

Qualità di stampa - definizione
Possiamo dire che la qualità di stampa delle priferiche inkjet è sicuramente legata al concetto di risoluzione, definita come il numero massimo di punti per pollice che è possibile stampare. Nel nostro caso, però, la qualità di stampa va valutata e analizzata sotto due differenti aspetti: l'uso a cui sarà destinata la periferica e la risoluzione espressa in "dpi" (punti per pollici).
L'uso è riferito alle stampe combinate (testo e immagini), mentre la risoluzione è riferita alle stampe fotografiche nelle quali riveste un ruolo importante anche il numero di livelli di graduzione del colore, cioè la capacità della stampante di riprodurre sul foglio delle sfumature che siano il più possibile continue durante la formazione dell'immagine.

 

Velocità di stampa - definizione
La velocità di stampa di una periferica inkjet è sicuramente rapportata al tipo di stampa che si decide di riprodurre e alla capacità stessa della stampante di sopportare un determinato carico di lavoro. Ecco quì quello che interessa a noi! Noi vogliamo stampe di buona qualità nel minor tempo possibile e al minor costo possibile. Ricordiamoci che la velocità massima che una periferica inkjet può raggiungere (solitamente specificata nelle caratteristiche tecniche della stessa) non sarà mai sfruttabile appieno: se ci mettiamo a stampare una fotografia e pretendiamo di ottenere ottimi risultati non dobbiamo avere fretta per averla.

 
 
 
Tecnologie di stampa inkjet

Introduzione
L'obiettivo comune a tutte le periferiche inkjet è quello di portare ad una certa pressione la goccia di inchiostro all'interno della testina di stampa, in modo tale da "sparare" l'inchiostro verso il foglio; a seconda delle modalità con cui questa pressione viene creata si distinguono "Tecnologie basate sul calore" e "Tecnologia Piezo-Elettrica".
I problemi maggiori che si possono avere con le stampanti a getto d'inchiostro sono infatti legati alle testine di stampa e alla loro usura; naturalmente le due tecnologie sopra citate avranno i loro pro e contro, vediamoli assieme.

 

Tecnologia basata sul calore
La tecnologia basata sul calore, meglio nota come Bubble-jet, è stata ideata e sviluppata dalla società Canon: essa provveder a creare la pressione per proiettare l'inchiostro sul foglio con il calore; in pratica la goccia d'inchiostro viene riscaldata all'interno degli ugelli di stampa da un termoresistore, cioè da un dispositivo che si riscalda quando viene percorso da corrente elettrica, si forma progressivamente una bolla la quale, espandendosi, spinge l'inchiostro al di fuori degli ugelli; il vuoto rilasciato dalla goccia proiettata verso il foglio con una velocità di c.ca 5-8 m/s (tra i 18 e i 29 Km/h), richiama altro inchiostro dai rispettivi serbatoi. Il dispositivo riscaldatore viene ovviamente disattivato in attesa che il nuovo inchiostro riempia nuovamente gli ugelli.
Il risultato delle stampe presenta quasi un effetto "bagnato", dato che i tempi di essicazione dell'inchiostro, a causa del suo riscaldamento, sono in media più lunghi rispetto a quelli riscontrabili con altre tecnologie.
Gli inchiostri refill sono pienamento compatibili con la tecnologia che Canon ha cercato di sviluppare proprio per risolvere il problema dell'effetto "bagnato", denominata "P-POP" (Plain Paper Optimized Printing), in grado di bloccare il processo di assorbimento e relativa diffusione dell'inchiostro anche su carta comune, migliorando così la qualità delle stampe. Anche HP ha adottato questo tipo di tecnologia, soprattutto con l'introduzione degli inchiostri VIVERA.

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Tecnologia Piezo-elettrica
Questa particolare tecnologia è stata adottata dalla società EPSON, si tratta di una tecnologia elettro-meccanica e consente, in generale, di ottenere un miglior controlo sul processo di formazione della goccia d'inchiostro Il principio di funzionamento si basa sulla caratteristica piezoelettrica di alcuni cristalli, cioè sul fatto che alcuni cristalli si possono elettricamente polarizzare se elasticamente deformati (effetto piezoelettrico diretto) oppure, processo inverso utilizzato per le stampanti, posso elasticamente deformarsi se sottoposti a particolari campi elettrici (effetto piezoelettrico inverso). Concretizzando il tutto, la deformazione dell'elemento piezoelettrico consiste nell'aumento di pressione nell'inchiostro che viene proiettato attraverso la testina di stampa e gli ugelli, verso il foglio. Non essendo una tecnologia basata sul calore, l'inchiostro, a temperatura ambiente, tende ad asciugarsi in tempi più ristretti, eliminando l'effetto di "foglio bagnato".
Questo particolare favorisce una maggiore velocità di stampa.

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Come si comportando gli inchiostri refill nei due casi descritti ?
Gli inchiostri refill si distinguono in base al tipo di stampante e della tecnologia di fabbricazione della testina di stampa stessa:
- INCHIOSTRI DYE BASE (Base d'acqua): questo tipo di inchiostro fornisce stampe inkjet di elevatissima qualità sia su carta normale che su carta fotografica, sia essa lucida o opaca. Con questo tipo di inchiostro, naturalmente, diminuisce notevolmente il problema dell'intasamente delle testine di stampa (nel caso di stampanti EPSON, e anche se la stampante rimane inattiva per due settimane o un mese, riprederà a funzionare come in precedenza;
- INCHIOSTRI PIGMENTATI (PIGMENT INK): questo tipo di inchiostro non è altro che un inchiostro a base d'acqua mescolato con una sostanza solida chiamato pigmento. Il pigmento permette di dare maggiore lucidità alle stampe inkjet, soprattutto alle fotografie, e rendono la stampa inkjet resistente all'acqua e alla luce.

 
 
 
Materiali di consumo per stampanti inkjet

Materiali si consumo Refill
Diciamo che in generale i materiali di consumo delle stampanti inkjet hanno un costo pressochè elevato. Refill infatti offre la possiblità all'utente finale di acquistare cartucce compatibili o inchiostri per la ricarica per qualsiasi tipo di stampante risparmiando quasi fino al 90 %.
I prodotti inkjet offerti dalla nostra azienda offrono la possibilità di ottenere risultati molto vicini all'originale, talvolta superiore. Un esempio pratico? Alcuni clienti lamentano la tendenza dell'inchiostro a base d'acqua (dye base) di raggrupparsi in certe aree, causando così delle macchie sul foglio stampato (effetto di clumping): con gli inchiostri refill questo problema non persiste, ma il bello è che lo puoi evitare risparmiando !!
Ad uso privato e per la stampa delle fotografie digitali direttamente da casa, i materiali di consumo inkjet di Refill s.r.l. sono i migliori in rapporto qualità-prezzo

 
 
 
Alcuni consigli


Se volete acquistare una stampante inkjet, assicuratevi sempre di sapere il tipo di cartuccia da usare. Questo è molto importante soprattutto se sciegliete una stampante a colori. Le stampanti inkjet a quattro colori richiedono inchiostro per ogni colore; tuttavia, è importante sapere se ogni colore viene conservato in una cartuccia separata oppure no.

Alcune stampanti usano una cartuccia sezionata per i tre colori base (cartuccia colore in tricromia) e una cartuccia separata per il nero: questa soluzione è l'ideale dove il volume di stampa per il testo è molto elevato.

In entrambi i casi avete la possibilità di sciegliere tra una vasta gamma di prodotti inkjet di ogni tipo, basta un click e il risparmio è a portata di mano!
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