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giovedì 29 marzo 2007

Inchiostro a pigmenti e dye based. Una scelta difficile.

Introduzione

Nella definizione di quello che sarà il risultato finale di una stampa, in particolare di una stampa inkjet, un ruolo fondamentale viene giocato dall'inchiostro e, soprattutto, dall'interazione tra quest'ultimo e la carta. Proprio per questo motivo, sin dall'inizio della stampa inkjet, gli inchiostri di tutti i produttori hanno subito una costante evoluzione, al fine di migliorare la qualità delle stampe effettuate, con particolare riguardo alle stampe fotografiche. Non basta, infatti, una carta fotografica, anche di altissima qualità, per ottenere i risultati desiderati, l'interazione tra questa e l'inchiostro deve essere quella giusta.

I tipi di inchiostro

Esistono vari tipi di inchiostro che si differenziano per la composizione chimica e fisica e per gli additivi utilizzati che ne variano fortemente le caratteristiche principali, quali: tensione superficiale, densità, temperature di evaporazione, etc. Tutti questi parametri incidono molto sulla possibilità dell'inchiostro di essere utilizzato efficacemente nelle stampanti inkjet e sul risultato della stampa stessa.
In questo articolo, in particolare, ci soffermeremo su due tipi di inchiostro: l'inchiostro a pigmenti e l'inchiostro dye based (detto anche inchiostro a base d'acqua).

Inchiostro dye based

E' l'inchiostro storicamente più utilizzato, essendo il primo sviluppato per le stampe inkjet. Si tratta di una soluzione in cui le molecole di colorante sono disciolte nel liquido solvente, generalmente acqua. La sua composizione chimica lo rende di facile impiego sulla gran parte delle stampanti inkjet fino ad ora commercializzate.

Inchiostro a pigmenti

Per sopperire ad alcuni dei principali difetti dell'inchiostro dye based, in particolare la scarsa durata, molti produttori hanno sviluppato inchiostri a pigmenti. Nell'inchiostro a pigmenti il colorante è composto da piccole particelle in sospensione nel liquido.
Epson, con la tecnologia DuraBrite™ , è stata la prima azienda ad introdurre sul mercato stampanti inkjet che utilizzano inchiostri pigmentati a colori. Inizialmente hanno trovato grosse difficoltà, in quanto lunghi periodi di inattività della stampante potevano causare un rapido essiccamento dell'inchiostro sulle testine di stampa con il rischio di danneggiarle. Successivamente, grazie all'impiego di nuovi additivi, questo difetto sembra essere migliorato.

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Pagina 2: Inchiostro dye based
Pagina 3: Inchiostro a pigmenti
Pagina 4: Confronto fra i due inchiostri
Pagina 5: Conclusioni
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